Immortalare un attimo del tempo fuggente...
Scrie ca sa nu pierzi florile gandului tau, pe care, altfel le ia vantul. Nicolae Iorga

lunedì 31 ottobre 2016

Quando Halloween si festeggiava in Italia


Ho letto questo articolo , a parere mio molto interessante, e avendo poco tempo posso solo copiarlo e ridarlo a... chi legge, a voi o semplicemente ricordarmelo magari la prossima volta quando mi servirà rileggerlo.
Il blog è "Le vere origini di Halloween" che ringrazio...

Halloween in Italia c'è sempre stata, solo che ce ne siamo dimenticati in seguito ad alcuni fatti storico-sociali.

Ma facciamo un passo indietro.
Halloween deriva dalla frase "All Hallows Eve" che tradotta significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", dove spiriti sacri indicava i defunti e più in generale gli spiriti ultraterreni che popolavano le leggende, e non i santi cattolici come spesso sentiamo dire. Seppur trattandosi di un termine tardo nato in epoca cristiana[1], esso faceva riferimento alla notte in cui anticamente i Celti celebravano i propri antenati, ovvero normali persone defunte e passate, per così dire, "al di là" della vita terrena. La comunione con l'idea cristiana arrivò molto lentamente fino a prenderne il posto che occupa oggi, ma per molto tempo Halloween è stata - e in molti luoghi ancora è - la festa cristiana del mondo anglosassone.
Halloween, come ormai tutti dovrebbero sapere, proviene dall'antica festa irlandese chiamata Samhain (da sam fuin = fine dell'estate), una ricorrenza stagionale che segnava l'arrivo dell'inverno e la transumanza del bestiame. Samhain segnava dunque il capodanno celtico e l'arrivo dell'inverno - ovvero della stagione morta - che, per associazione di idee, si trasformò in un momento in cui ricordare i propri cari passati a miglior vita.
Tra gli antichi Romani c'erano diverse feste dedicate alla commemorazione funebre disseminate durante l'anno, ma naturalmente in autunno si concentravano per numero e per concetto spirituale. Il 5 e il 6 ottobre si celebrava il Mundus Patet e il Dies Ater. Il primo contemplava l'apertura di una fossa nella terra che metteva in comunicazione con il mondo dei morti. La seconda era semplicemente un giorno dedicato ai Manes, le anime dei defunti, che in alcuni casi venivano identificati con le divinità dell'Oltretomba. Invece alla fine di ottobre, più precisamente il 29, si onorava Vertumno, dio del mutamento stagionale e associato alla maturazione dei frutti autunnali in virtù del suo legame ierogamico con Pomona, dea dei frutti celebrata tra settembre e ottobre in occasione del raccolto degli ulivi. Ed è quest'ultimo evento che andò a fondersi con il Samhain celtico, infatti nel corso dei secoli gli scambi commerciali e culturali con i Celti favorirono la fusione di queste festività.
Le tradizioni funebri, come tutte le tradizioni pagane antiche, non persero mai appeal sulla popolazione che anno dopo anno le onorava con la stessa devozione di sempre. La Chiesa, che aveva tollerato per secoli queste manifestazioni, a un certo punto decise di prendere provvedimenti e nell'anno 738, Papa Gregorio III fece appositamente spostare festa dei Santi dal 13 maggio al 1° novembre per sovrapporla a quella pagana. Tuttavia i rituali, i travestimenti, i falò, i lumini e le offerte di cibo continuarono per molto tempo, poiché la popolazione era legata ad essi da secoli e non aveva alcuna intenzione di rinunciarvi. Fu così che nel X secolo la Chiesa aggiunse anche la "Festa dei Morti" al 2 novembre: una festa dedicata ai morti terreni che in qualche modo andava a giustificare e tollerare gli antichi rituali pagani ancora in auge.
A partire dal 1600, grazie al colonialismo britannico, la festa di Samhain/Halloween fu esportata nel "Nuovo Mondo" e in quell'ambiente, così lontano dall'Europa e dalla Chiesa, si evolse per proprio conto. I coloni però non trovarono le rape che erano soliti intagliare per porvi il lumino al loro interno, così utilizzarono le zucche che invece abbondavano in Nord America.
(Foto a sinistra: una tradizionale rapa irlandese di Halloween in mostra nel Museo della Civiltà Contadina, Irlanda)
E così arriviamo ai primi decenni del '900, quando in molte parti d'Italia i festeggiamenti a cavallo tra il 31 ottobre e il 2 novembre ricalcavano ancora fedelmente gli antichi usi pagani: zucche intagliate, bambini travestiti che andavano a chiedere i dolcetti porta a porta, le anime dei morti che portavano doni ai più piccini e via dicendo. Insomma non era cambiato nulla.
Solo una cosa era cambiata: il nome. A causa della frammentarietà regionale che da sempre caratterizza l'Italia, ogni regione chiamava Halloween in maniera diversa. Ancora oggi troviamo Is Animeddas e Su Mortu Mortu in Sardegna e la Notte delle Lumere (le zucche con il lumino) in Sicilia e in Lombardia. Anche la comunione con i defunti attraverso l'offerta di cibo non è cambiata così abbiamo le Ossa dei Morti e il Pane dei Morti in Umbria, Marche, Lombardia e Veneto; in Piemonte si aggiunge un posto a tavola per gli spiriti; in Liguria i bimbi ricevono un dolcetto chiamato il Ben dei Morti; in alcuni paesini della Calabria si imbandisce un piccolo banchetto accanto alle tombe dei defunti, proprio come facevano gli Etruschi. A Manfredonia qualcuno ancora appende al muro la cosiddetta "Calza dei Morti" che nella notte tra il 1° e il 2 novembre viene riempita di dolci per i più piccoli.
In alcune regioni i nonni raccontano che da bambini si travestivano da fantasmi per spaventare i passanti e intagliavano le zucche con facce mostruose.
"Mio padre si ricorda che, da bambino, quando viveva in Brianza, era in uso intagliare delle zucche arancioni per inserirvi delle candele accese sul fondo, da portare in giro di notte per spaventare i passanti. Queste zucche si chiamavano "Lumere".
Lui, con i suoi amici, si appostava di notte, accanto al cimitero per spaventare le vecchiette. Poi andavano di casa in casa a chiedere del cibo come noci, nocciole, castagne e in cambio assicuravano di non procurare nessuno scherzo: in caso contrario, lasciavamo un sacchetto di carta pieno di letame. Era anche usanza lasciare sul davanzale delle finestre, una ciotola di latte, un bicchiere di vino rosso e del cibo (solitamente castagne), per le Anime dei propri cari. Il dolce tipico di questo periodo conosciutissimo in Lombardia è il “pan dei morti”, o più comunemente conosciuto come «òss di mòrt».
" - Testimonianza di Elena Paredi, nostra lettrice.
In tutte le regioni c'era una tradizione pagana locale, ma alcune sono andate irrimediabilmente perdute ed è un vero peccato che molti Italiani si lamentino di Halloween parlandone in toni sprezzanti come se i loro nonni non l'avessero mai festeggiata. Se con i film degli anni '80 la nostra ingenuità ci ha portato a pensare che Halloween fosse una festa tutta americana, oggi sappiamo bene che le cose stanno diversamente, eppure alcuni gridano al pericolo culturale come se solo adesso ci trovassimo di fronte a una vera e propria invasione americana... e tuttavia fanno finta di non ricordarsene ogni volta che entrano da McDonald. Altri suggeriscono di non festeggiare Halloween perché abbiamo le "nostre tradizioni", che - a detta loro - sono italiane a differenza di Halloween. Ciò nondimeno continuano a festeggiare il Natale addobbando l'albero, facendo regali e comprando il vischio: antichi rituali anch'essi pagani.

E' chiaro che la confusione regna sovrana e purtroppo la rete non ha affatto giovato al chiarimento della questione, anzi, se possibile l'ha persino peggiorata. Nella foto qui accanto leggiamo "Halloween? Meglio Mortu Mortu! E' Sardo! Fate a meno di imitare ciò che è straniero"[2] il che è assurdo se pensiamo che la rapa/zucca intagliata è un'eredità irlandese! Quella frase la dice lunga sul livello di travisamento storico che la festa di Halloween ha subito. Ci chiediamo se tutto questo sia dovuto al semplice fatto che il termine Halloween sia inglese e che se ai tempi avesse trovato una traduzione univoca comune a tutte le regioni, oggi non staremo qui a dover fare lezioni di storia a un popolo che ha dimenticato le proprie radici.
Fatto sta che in qualche punto della storia, più o meno a partire dal boom economico in poi, le nostre tradizioni popolari (non solo quelle relative ad Halloween) hanno subito l'oblio degli Italiani che dalla vita agricola sono passati in blocco a quella cittadina, dove i preziosi rituali legati alla terra non facevano più parte del vivere quotidiano; e così anche le affascinanti usanze vecchie di millenni sono state inesorabilmente dimenticate in virtù di Levi's, Topolino, Coca Cola e altri costumi tutt'altro che italiani.
Alla luce di quanto detto sinora vorremmo concludere con un pensiero rivolto a chi oggi sostiene che dobbiamo tornare alle origini. Ebbene il termine "origine" deriva dal latino "or" ovvero nasco e la nascita di qualunque cosa prevede la combinazione di due parti procreatrici. Nel caso di Halloween sono stati tanti i genitori che hanno contribuito alla sua venuta al mondo e uno di questi genitori ha orgogliosi geni italiani. Pensateci la prossima volta che addentate un hamburger sorseggiando una Coca.


NOTE
1 - Sulla presunta "epoca Cristiana" ci sarebbe parecchio da dire perché in realtà la cristianizzazione che ci insegnano a scuola fu per molti secoli solo sulla carta. Nel MedioEvo gli unici cristiani erano i nobili e i ricchi che avevano adottato la "nuova religione" in virtù degli accordi politici con la Chiesa. La maggior parte della popolazione rimaneva aggrappata all'antica religione pagana perché più vicina alla vita quotidiana, meno astratta e sicuramente più legata ai cicli stagionali su cui si basava il lavoro agricolo. Per molto tempo la gente attraversò un periodo di sincretismo in cui i santi cattolici si mescolavano agli dei precristiani. A conti fatti l'Europa cominciò a convertirsi davvero al Cristianesimo solo quando iniziò l'Inquisizione con i relativi roghi.
2 - Il termine istroccher significa "prendere in giro" nell'accezione di "fare il verso" perciò, in questo caso, vuol dire scimmiottare, ovvero imitare. La parola istranzu si traduce con "ospite" che in questo caso è riferito allo straniero.
Fonti sulle tradizioni italiane:
Sicilyland.it
Statoquotidiano.it
Sardegnaremix.com
Ringraziamenti
Grazie a Sabrina Ghisu per la traduzione dal sardo all'italiano. 
Grazie a Elena Ailinn Paredi per la testimonianza diretta di suo padre.
.

  1. A dire il vero il "pan di mort" e gli "oss de mord" sono due dolci diversi, entrambi comunque legati al giorno dei morti.
    1. @FABIO PASTURA, va che è risaputo che Halloween è una festa PreCristiana, e penso che nessuno voglia andare contro alla religione Cattolica con questo articolo, la verità non dà contro a nessuno, anzi forse sono proprio "certi Cattolici" a far parlare l'ignoranza e l'arroganza in tema di Halloween e a negare l'evidenza, fareste meglio a studiare come si deve le culture PreCristiane prima di dare "del satanista" alla gente...


  2. Comunque in Sicilia io mi ricordo che bambina, nel tardo pomeriggio del primo Novembre io insieme ad altri coetanei ci univano in gruppo e formando un trenino,andavamo in giro per il quartiere al grido dei: i morti, i morto gli juorica morti" tradotto vuol dire i morti d i becchino" e poi a letto presto e dormire perché se restavamo svegli. Morti che ci portavano in regalo giocattoli, se avrebbero capito che eravamo svegli ci avrebbero punzecchiato la pianta dei piedi con una forchetta. E poi la mattina dopo già all'alba tutti svegli a giocare per strada tutti i bambini con i genitori al seguito. Da noi resiste ancora quest'usanza anche se non tutti fanno più cosi, perche sentendosi evoluti, rinnegano questa festività ritenuta barbara ed una festa soltanto per buzzurri ma non é cosi!

    1. .
    2. Ma quale satanismo!! In Sardegna spiriti streghe e riti del genere sono vecchi di mille anni prima di Cristo! Satana è arrivato dopo con il cattolicesimo e la Chiesa, che astutamente utilizzava ai suoi scopi le feste pagane e i loro riti...
  3. La festività che viene associata a quella che viene chiamata Hallowen ha origini celtiche, sinceramente non ricordo il nome esatto ma in comune con Hallowen ha solo i Morti.. nella festività Celtica si invocava la protezione sulle provviste per affrontare l'inverno, tale protezione veniva affidata agli avi della famiglia. IL Cristianesimo ha sempre affiancato feste religiose a fianco delle festività pagane proprio per "contrastare" queste usanze e favorire facendo proseliti paralleleli, se si possono chiamari così, in modo da aumentare il numero di fedeli e non aumentare il numero di festività esistenti. Lo sciamanesimo ha origine antichissime e la festa ad essa legata non ga nulla di Satanico. Esistono usanze tuttora esistenti dove il defunto vine cremato e le sue ceneri mangiate insieme a poltiglia di tapioca, legno di banano ecc. Forse da usanze simile viene l'usanza di fare dolci da offrire ai morti e rendere grazie ai santi angeli custodi (di tradizione Cristiana). Sicuramente vestirsi da mostri non è bello in quanto tale ma quello che conta è sempre non abbandonarsi a commettere azioni disdicevoli e contro natura, ma non solo durante una festa anche durante tutto il resto dell'anno.

  4. Zucche intagliate? Mai viste!
    Io andavo a chiedere qualcosa per i morti (A no'nde dades a'sos mortos?! era la frase di rito) la mattina presto, tornavo carico di frutta, dolci, caramelle e prima era usanza anche dare degli spicci. Il tutto mai travestiti o minacciando di fare degli scherzi se non si otteneva nulla (una vecchia del paese era famosa per la sua avarizia, ma nessuno si è mai permesso di fare scherzi o rappresaglie per questo). Il fine era quello di offrire il "raccolto" sulle tombe dei defunti. Questa usanza poi è andata persa e la roba me la pappavo io con somma gioa, sopratutto i melograni!
    Piuttosto, è a carnevale che andavamo, vestiti con una tunica nera e una maschera, di casa in casa a farci offrire qualcosa. Chi ospitava i cosiddetti "Domino" cercava di capire chi aveva davanti mentre noi cercavamo di camuffare la voce. Questa usanza avveniva di solito tra sabato e lunedì prima del martedì grasso e vi partecipavano ragazzi di tutte le età, fino anche agli adolescenti (non erano rari i casi in cui si dava del vino a qualcuno, scoprendo poi che era un bambino di 10 anni, magari un po' più cresciuto degli altri).
    Ah ho 30 anni, non si parla di secoli fa!

    1. La zucca intagliata con la candela dentro in Veneto si chiama "umerìa". Mio papà ne ha fatte diverse da bambino.
  5. Io sono campano Della provincial di Napoli é dalle mie parti x il periodo dei morti si USA regulate del Toro me alla propria mobile o fidanzata
    Rispondi
  6. In Veneto i bambini si divertivano a intagliare una zucca, metterci dentro una candela accesa e poi posizionavano questo "mostro" in qualche angolo di strada per spaventare i passanti. Questa usanza si chiamava "umerìa", ne parla ad esempio questa blogger http://it.20lines.com/read/46126/-selfie-i-giorni-dell-umeria


  7. Questo è un altro post, sempre in veneto
    http://blog.libero.it/FataMatta//commenti.php?msgid=12452070&id=156440
    Inoltre nel pordenonese fino a qualche anno fa c'era l'usanza di non sparecchiare la tavola il 31 ottobre perché sarebbero passati i morti a condividere la cena.

    1. Ora capisco perché mio padre chiamava la rapa sedano "cape d' mort"

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